25 aprile: la liberazione

La parola del giorno è

Liberazione

[li-be-ra-zió-ne]

SIGN Il liberare; sollievo; sprigionamento

dal latino [liberatio], da [liber] libero.

In chimica si parla di liberazione descrivendo la separazione di un composto da un corpo, e il formarsi di molecole come risultato di una reazione; in fisica, la liberazione di energia è il suo sprigionamento, il suo diventare disponibile. Casi speciali, che però si collocano armonicamente nel quadro dei significati di questa parola: la liberazione è una trasformazione, il venir meno di un vincolo penetrante, il dischiudersi di una possibilità diversa, di una vita nuova.

Ormai nulla mi sembra un caso, stamattina sveglia molto presto, anche oggi farò la spola casa ospedale per stare vicino all’altra donna che mi ha cresciuto, la mia nonna paterna, la nonna che era sempre a casa quando mia madre faceva i turni in ospedale, che andava al mercato a prendere le verdure dai contadini, che mi riordinava la camera quando ancora il senso di responsabilità era un vago pensiero lontanissimo.

Quando tornavo da scuola c’era lei a prepararmi il pranzo e la domenica era lei che preparava la pasta fatta in casa con il classico sugo da primo e secondo in uno, da buona abbruzzese.

Oggi giorno della Liberazione, non posso fare a meno di pensare che la vita è veramente incomprensibile, a volte basta un solo istante a spegnersi e altre volte invece si aggrappa ai corpi e non li lascia pur ormai resi fantasmi con gli occhi vuoti, quello che sto pensando non mi piace per niente, ma…che senso ha soffrire ancora? Non lo so, la fede mi ha abbandonato da tempo e al posto suo sono rimaste solo tante domande a cui rispondere non è mai piacevole.

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3 Comments

  • Alessia mi dispiace e certi dolori ora condivisi con molte persone attraverso mezzi che ci “comunicano”, restano pur sempre privati e intimi; ti aiutano a tirar fuori i pensieri che ti logorano dentro, a distaccartene per un secondo, a guardarli da fuori, a racchiuderli dentro i caratteri neri della tastiera, ad ascoltare una piccola parola di amici, che vorrebbe tanto essere di conforto, pur non riuscendoci mai. Le sue mani racchiudono una vita, anzi tante vite la tua e quella di tua mamma, della tua famiglia intera, perché senza quelle mani nessuno ci sarebbe. Vorrei abbracciarti senza questi mezzi tra di noi. Oggi ti penso. Amica.

  • Alessia, io sono come te, la fede l’ho persa da tempo…se mai l’ho avuta davvero, ed ho solo tante domande, che non hanno risposta..
    ..in questi momenti c’è solo il dolore della perdita, del distacco e le parole, soprattutto se a distanza, senza un abbraccio vero, non danno molto conforto..io davvero fatico a trovarle…
    So soltanto che ci sono persone, affetti, che non ci lasciano mai ‘davvero’..rimangono con noi, accanto a noi, anche quando fisicamente non ci sono più…sono troppe le cose belle che hanno dato, l’amore, in questa vita terrena che, vuoi il nostro ricordo o vuoi per l”energia’ che io credo rimanga di ognuno di noi, sono qui, sempre.
    Ti abbraccio forte.

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